Cosa c'è nella mia borsa?

Cosa c’è nella mia borsa fotografica?

Partiamo dal presupposto che sono sempre stato un malato completo di borse e valigie fotografiche per il mio lavoro.

Sono il mio “studio mobile”, e dato che mi piace essere ben organizzato negli shooting ritengo fondamentale avere valigie e borse che mi permettano di sistemare al meglio l’attrezzatura.

Odio gli zaini fotografici, non mi piacciono. Li trovo tremendamente scomodi e brutti, sarò fatto male ma è così.

Nei miei servizi fotografici impiego due tipologie di borse: una classica da spalla per i reportage o lavori veloci e una valigia rigida Pelican per tutti gli altri shooting.

Ovviamente quando c’è necessità di montare uno studio in sede cliente utilizzo anche altre borse per stativi, luci Profoto ed altro, ma questa è un’altra storia.

Ora apriamo le borse e vediamo cosa c’è dentro!

Cosa c’è nella borsa?

Quando, come dicevo sopra, devo effettuare dei lavori veloci o dei reportage, non mi occorre portare tutta la valigia rigida e mi basta la piccola borsa da spalla.

Utilizzo da qualche tempo una Ona Bags, con la quale mi trovo benissimo. Ha tutti gli spazi che mi occorrono in questi casi, è costruita magistralmente e, ultimo ma non ultimo dei dettagli, è bella, molto bella!

La Ona Bags è una nuova marca decisamente “cool” dallo stile unico. Ti invito a guardare il loro sito se sei un fotografo che sta leggendo questo articolo!

Al suo interno inserisco due corpi macchina con ottica montata. Solitamente mi piace lavorare con ottiche fisse anche nei reportage (un 35mm o un 24mm ed un 85mm) perché le ritengo di gran lunga migliori rispetto ai classici zoom ma in alcuni casi, specie negli eventi, serve flessibilità.

In servizi simili, infatti, mi occorre montare “i due classici”, il 24-70 e il 70-200, due ottiche tuttofare che mi permettono di avere sia grandangolo che parecchio zoom offrendomi tutta la versatilità di ripresa necessaria in questi casi.

Oltre a ciò, nella mia borsa da spalla non devono mai mancare un panno per pulire le ottiche e un mini pannellino led, utile per dare un pizzico di luce creativa quando serve.

Se proprio occorre ci butto dentro anche un flash a slitta, anche se non mi esalta mai l’idea di usare il flash on camera, preferisco la luce naturale nei reportage.

E nella valigia?

Come ho scritto poco sopra, come valigia utilizzo una Pelican comprata in America qualche anno fa. Pelican realizza valige indistruttibili per vari settori: cinema, fotografia, professionisti di vario genere, esercito etc.

Preferisco il trolley rispetto allo zaino per diversi motivi:

  • Rigidità: ci puoi salire sopra, la puoi buttare in mare, puoi lavorare in mezzo al deserto e non gli succede nulla
  • Praticità: ha le ruote, il peso non ti grava sulla schiena quando lo trasporti
  • È più bello: gli zaini fotografici grossi ti fanno sembrare un alpinista in scalata sul K2

Inoltre la cosa bella della valigia è che mi permette di personalizzarne il layout interno in base al tipo di lavoro.

Ci posso mettere le fotocamere, le ottiche che mi servono per lo shooting fotografico, un flash da studio Profoto, un Macbook, hard disk, un teleobiettivo come un 500mm f4 (!!!) e molto altro.

In commercio ci sono valigie rigide fotografiche di ogni tipo, modello e misura; la mia Pelican ha le dimensioni di un bagaglio a mano ed è estremamente leggera e maneggevole.

Fotocamere, ottiche e luci

Sempre almeno due corpi macchina.

Non è per fare il figo, ma se nel bel mezzo di un lavoro dovesse avere problemi una fotocamera, almeno ho la riserva.

Come ottiche solitamente lavoro con obiettivi fissi, quindi 24mm, 35mm, 50mm e 85mm non devono mai mancarmi in valigia.

L’impiego di ottiche fisse mi permette di ottenere risultati qualitativamente superiori in termini di nitidezza, distorsione e sfuocato.

Essi, infatti, sono assolutamente superiori rispetto alle ottiche zoom; è come paragonare una Ferrari ad una Fiat. Bellissima la Fiat, ma la Ferrari è meglio, molto meglio!

Per quanto riguarda il discorso luci, come dicevo prima non sono un amante del classico flash a slitta montato sopra la fotocamera.

Preferisco lavorare in luce ambiente nei reportage (o al limite sfruttare un piccolo pannello led) mentre, per i lavori che prevedono un set fotografico in location, il discorso ovviamente cambia e il setup dell’attrezzatura va affrontato diversamente.

Per questo tipo di shooting fotografici, infatti, impiego dei flash Profoto a batteria che trasporto in una borsa apposita, insieme a stativi, fondali e tutto il corredo necessario per la realizzazione di un set fotografico direttamente in location.

Accessori irrinunciabili

Notebook, panno e pompetta per la pulizia di ottiche e fotocamere “al volo”, cavo per lo scatto remoto, schede di memoria XQD, lettore di schede, hard disk e un libro. Sai che noia nei viaggi lunghi senza un libro o qualche serie tv da vedere?

Questi accessori non devono mai mancare nella mia valigia.

Avere sia le ottiche che i sensori delle fotocamere perfettamente puliti prima di un lavoro mi aiuta in fase di post-produzione delle fotografie a non impazzire nella rimozione di polvere e “punti neri”.

Se vuoi informazioni sui miei servizi fotografici, contattami ora per una consulenza gratuita!

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Alla prossima!

Manuel.


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